Martina è morta a 27 anni per un tumore al colon metastatico, al termine di un calvario durato quattro anni, infiniti cicli di chemio, una terapia sperimentale, denunce, testimonianze, grandi sorrisi e l’enorme speranza con cui sapeva contagiare il mondo e trascinare chi combatteva la sua stessa battaglia.

L’anno scorso, in piena pandemia, aveva raccontato il dramma di vedersi rimandata causa Covid l’operazione chirurgica che avrebbe potuto salvarle la vita, nella sua Milano.

E, con quella denuncia da 3 milioni di visualizzazioni, era diventata il simbolo dei malati oncologici ai tempi del Coronavirus.

La chiamavano la “leonessa” perché fino all’ultimo istante non ha mai smesso di combattere, anche se negli ultimi tempi aveva confessato di essere stanca.

“Stanca di essere forte, stanca di sopportare i dolori e i malesseri, stanca di essere chiamata leonessa, stanca… semplicemente stanca.”

Quasi un presagio della notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Martina non c’è più, ma restano intatte, indelebili, le impronte che si è lasciata alle spalle, le parole che ci ha lasciato.

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