La ragazza violentata, secondo l’accusa, da Ciro Grillo e altri tre amici ha fornito alla magistratura la sua versione dei fatti.

A riportare alcuni stralci delle sue parole è stato il quotidiano La Stampa, che ha ripercorso i fatti dall’arrivo della giovane sull’isola al suo risveglio dopo lo stupro.

Silvia (nome di fantasia) era sbarcata in Sardegna il 5 luglio per poi essere raggiunta da un’amica (Roberta, anch’esso nome inventato) dopo la fine dell’anno scolastico. Il giorno seguente si era recata ai Billionaire per incontrare alcuni suoi compagni di scuola e aveva conosciuto i quattro ragazzi genovesi ora accusati di stupro.

Intorno alle 3:30 gli amici milanesi delle due ragazze erano tornati a casa mentre il resto del gruppo si era recato nella villa di Ciro Grillo. Francesco Corsiglia, uno dei ragazzi imputati, sarebbe andato a prendere delle coperte insieme a Silvia in un’altra stanza, dove avrebbe tentato un primo approccio sessuale contro la volontà della ragazza.

Una volta giunta l’ora di dormire, lui l’avebbe accompagnata in camera senza però andarsene nonostante la ragazza glielo abbia chiesto più volte.

Stando alla testimonianza l’avrebbe “costretta ad un rapporto completo mentre lei cercava di liberarsi“. Gli altri sarebbero rimasti sulla porta bloccandone l’uscita: “Chi rideva. Chi commentava. Silvia è fisicamente più debole, i giovani sono tutti ben palestrati“. Non senza fatica la ragazza è riuscita a liberarsi e a fuggire in bagno, dove viene però raggiunta da Corsiglia che “la spinge di spalle nel box doccia per un altro rapporto contro volontà“.

La mattina seguente Silvia avrebbe voluto prendere un taxi ma gli altri l’hanno convinta a rimanere a casa. Sempre secondo il suo racconto i ragazzi l’avrebbero costretta a bere della vodka, invitata a dormire nella camera matrimoniale e violentata a turno fino a quando non ha perso conoscenza. Alle 14:45 l’amica Roberta si è svegliata e ha trovato Silvia paralizzata in preda alla paura.

Qualche giorno dopo, il 19 luglio, la vittima è stata raggiunta dai genitori in Sardegna. Inizialmente non ha raccontato nulla, ma poi sarebbe scoppiata a piangere: “Mamma, mi hanno violentato“. Di qui poi la denuncia.

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