Sei donne che avevano effettuato il vaccino Johson e Johnson

tra i 18 ed i 48 anni hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle settimane successive.È per questo motivo che le autorita sanitarie americane hanno richiesto una pausa in «via precauzionale» nella somministrazione del vaccino, per il virus Covid-19, J&J. Una delle sei donne è morta, mentre un’altra è in condizioni molto gravi in Nebraska come riferiscono il Centers for Disease and Control Prevention (Cdc) e la Food and Drug Administration (Fda).

E proprio nel giorno in cui in Italia sono arrivate le prime dosi del monodose J&J, la campagna vaccinale rischia un altro rallentamento. Anche l’Ema, l’Agenzia del farmaco europea, sta indagando su questi casi di trombosi rare delle 6 donne americane precisando che al momento «non è chiaro se la causa di questi coaguli sia dovuto al vaccino.

Le due agenzie federali americane si sono però affrettate ad aggiungere che è prematuro parlare di donne come categoria più a rischio visto che il numero dei casi è così esiguo da rendere impossibile al momento trarre delle conclusioni certe. Da chiarire anche se ci possa essere un legame fra l’uso della pillola anticoncezionale, che in via generale può aumentare il rischio di coaguli, e il vaccino.

I sei casi problematici sono stati riscontrati su un totale di 6,8 milioni di dosi di vaccino J&J somministrate negli Stati Uniti, «meno di un caso su un milione», ha evidenziato Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive. «Quello che vediamo per i vaccini Janssen è simile a quanto osservato con AstraZeneca», hanno spiegato le autorità americane. Anche per J&J «i casi di problemi sono molto rari. Ma per il governo federale la sicurezza del vaccino è la priorità e quindi prendiamo in seria considerazione tutti gli eventi avversi», ha detto Janet Woodcock, commissario facente funzioni della Fda, assicurando che l’indagine procederà a ritmo sostenuto con l’obiettivo di fornire indicazioni e certezze nel minor tempo possibile.

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