Non sarebbe stato commesso alcun reato: così il tribunale dei ministri ha archiviato l’indagine riguardante l’uso della scorta da parte della compagna di Giuseppe Conte. I pm della procura di Roma avevano aperto un fascicolo riguardante un episodio dello scorso 26 ottobre.

In quell’occasione la scorta dell’allora premier era intervenuta per fare uscire Paladino da un supermercato. Stando a quanto raccontato, la donna aveva preferito nascondersi in un negozio per evitare un inviato de “Le Iene”, che l’attendeva fuori per chiederle dei problemi fiscali del padre. Gli uomini della scorta dell’ex presidente del Consiglio erano così intervenuti per riaccompagnarla a casa, poco distante dal punto in cui è stata fotografata.

La procura di Roma aveva ricevuto un esposto dall’esponente di Fratelli d’Italia Roberta Angelilli, la quale ipotizzava un uso improprio della scorta da parte dell’ex premier.

Dopo aver inviato gli atti al tribunale dei ministri, il caso è stato archiviato.

“Mi accusano per un uso improprio della scorta, è completamente falso. La mia compagna non ha preso l’auto di scorta, non ho mandato la scorta, la scorta era lì per me, era in attesa che scendessi. L’uomo della scorta è intervenuto perché ha visto concitazione e trambusto”. Così aveva commentato Conte all’epoca dei fatti.

Rispondi