Vi si prospetta una crisi del governo all’orizzonte per ora non c’è ancora una rottura. Meglio mettere al sicuro il recovery plan approvando una bozza con il cdm. Si è deciso così nella riunione di ieri dopo oltre tre ore di trattative, fra Giuseppe ConteRoberto Gualtieri e i capidelegazione. A palazzo Chigi si è trasformato tutto ciò in uno scontro.Il governo rimane diviso, con Pd-M5S-Leu da una parte e Italia viva dall’altra. La sensazione degli alleati è che i renziani buttino ancora la palla in tribuna, alzando continuamente la posta. Ma la conta in Parlamento appare vicina.

Matteo Renzi  è isolato, gli esponenti di Iv hanno continuato a parlare di un “governo al capolinea” (lo ha dichiarato ieri la ministra renziana Bellanova), hanno protestato sul fatto di aver visionato un testo di 13 pagine e non completo, hanno rilanciato sul Mes e addirittura hanno ritirato fuori il progetto del Ponte sullo Stretto. I renziani hanno chiesto di avere il testo e poi 24 ore per giudicarlo prima di andare in Cdm. E su questo si è trovato un accordo. Nelle prossime ore al Mes si lavorerà per tradurre le linee guida nella bozza definitiva per metterlo al voto dei ministri.

Il giudizio del M5S è positivo sulle modifiche al Recovery plan, come afferma il capogruppo al Senato Ettore Licheri: “Ci sono stati ottimi passi avanti a partire dall’edilizia scolastica per finire alla sanità e alla giustizia, risorse per le politiche attive del lavoro, piano nazionale di transizione 4.0 e il superbonus al 110% da prorogare fino al 2023.Il capogruppo si augura che il
Consiglio dei ministri si riunisca quanto prima per discutere il documento che il Parlamento aspetta per concretizzarne velocemente i contenuti”.

Per Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, invece il governo Conte è un’esperienza già finita.

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