Il movimento “No to Shampoo” sostiene la sostituzione dei prodotti per il lavaggio dei capelli con soluzioni naturali (BR)

Durante il periodo di quarantena successivo allo scoppio del virus Corona, l’idea di trattare i capelli con il sebo (sebo) si è diffusa sui social, interrompendo completamente l’uso dello shampoo, quindi quali sono gli effetti di quello sui capelli?

La scrittrice Emily Fayon afferma in un rapporto pubblicato sul quotidiano svizzero Le Temps, che questa strana idea è smettere di lavare i capelli o addirittura bagnarli con l’acqua. Questo porta alla proliferazione del sebo, che è una sostanza cerosa o oleosa secreta dalle ghiandole sebacee del cuoio capelluto, e l’obiettivo è quello di spianare la strada al sebo per coprire i capelli e immergerli completamente e trattare i danni ei problemi di cui soffre.

L’autore dice che questa idea può sembrare strana e sorprendente ad alcuni, ma si è diffusa durante il periodo di quarantena, e così la sfida del “trattamento del sebo”, ovvero astenersi dall’usare lo shampoo per un mese intero, è diventata una vera moda sui social network.

L’autore ritiene che questo passaggio appaia un po ‘estremo, considerando che impedisce l’igiene personale ad eccezione di una leggera spazzolatura dei capelli in modo da distribuire bene l’olio su radici e punte ed eliminare impurità e polvere, ma rientra nell’ambito di un diffuso movimento contro l’uso di detergenti chimici.

Niente shampoo

Nel 2010 è apparso un nuovo movimento chiamato “No allo shampoo”, che chiede di sostituire i prodotti per il lavaggio dei capelli con altre soluzioni naturali, come il lavaggio con acqua tiepida e ricette casalinghe, nonché alcuni prodotti a base vegetale per ridurre l’esposizione ai prodotti chimici.

L’autore ha aggiunto che questo movimento emerso negli Stati Uniti può essere considerato una nuova ondata globale di consapevolezza ambientale che cerca di confrontarsi con l’industria della bellezza. L’obiettivo è smettere di acquistare tutti i prodotti che contengono materiali controversi, perché provocano danni alla pelle o contengono materiali come “silicio” e “paraben” (Paraben) Questa ondata mira anche a ridurre l’uso di plastica e lo spreco di acqua. Al fine di preservare l’ambiente.

L’autore osserva che la rivoluzione petrolchimica a cui il mondo ha assistito, ha portato all’emergere dell’industria dello shampoo composta da sostanze chimiche, a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, ed è stata accompagnata da enormi pubblicità sui media, che hanno spinto i consumatori a una dipendenza eccessiva dallo shampoo che causa la formazione di schiuma, quasi ogni giorno.

L’autore avverte che questo shampoo causa danni ai capelli e fragilità a causa dell’uso eccessivo di esso, il che porta i consumatori ad acquistare altri prodotti per la cura come balsami e creme che aiutano a ripristinare l’umidità e curare la caduta dei capelli.

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